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9 edizione

Si è chiusa lo scorso sabato, 26 ottobre, la due giorni aversana della nona edizione del Premio Bianca d'Aponte, il concorso dedicato alla canzone d'autore al femminile. Se mai fosse ancora necessario confermare la qualità artistica, l'importanza e l'autorevolezza di questo concorso canoro, su cui tra l'altro garantisce alla direzione artistica un nome come Fausto Mesolella, eccoci qui a certificarne ancora una volta la straordinarietà, per diversi motivi.

Primo e più importate fra questi è certamente Bianca. Quanto grande dovesse essere la personalità di questa ragazza,  è l’interrogativo che chi ha la fortuna di farne esperienza continua a porsi ogni anno. E quanto talento c'era in lei, che ci ha consegnato un repertorio di canzoni di commovente bellezza. Ogni anno la madrina di turno sceglie un suo brano e lo interpreta sul palco; non dispiacerà alle concorrenti vecchie e nuove se diciamo che la canzone di Bianca è sempre tra le più belle che vengono proposte nei due giorni.

E poi c'è tutto il resto. I lavori che cominciano con una giornata "preparatoria", di giovedì, con un seminario dal titolo "La qualità della scrittura", durante il quale, quest’anno, il discografico Marco Ragusa della Warner e il cantautore Tony Bungaro hanno incontrato artisti e finaliste del Premio. Gli eventi che si affiancano alla gara canora contribuiscono a dare quel sapore di unicità che le è proprio. C'è l'imperdibile conferenza stampa delle finaliste il sabato mattina e quest'anno assai interessante è stata pure la presentazione del libro "Chi se ne frega della musica?" di Enrico Deregibus.

Nel vivo del Premio si entra attraverso le porte del teatro Cimarosa la sera del venerdì. La coppia di presentatori - padre e figlia, Sandro e Cecilia Petrone- introducono la rituale esibizione della vincitrice dell'anno precedente, nell'occasione Charlotte Ferradini. Sarà poi la seconda serata quella in cui si svolgerà la vera e propria gara, con le giurie in sala impegnate nel voto. Tra le esibizioni delle concorrenti, tra il venerdì e il sabato, si alternano gli ospiti. Dal punto di vista dello spettacolo musicale, qui la kermesse aversana esprime tutto il suo fascino. C'è il padrone di casa, artisticamente parlando, Fausto Mesolella; e poi c'è il privilegio raro di assistere a performance inedite. È così che Mario Incudine, Mauro Ermanno Giovanardi, Kaballà e Tony Canto (con il pianista Antonio Vasta) intonano Notte di luna calante di Domenico Modugno; che Giuseppe Anastasi si riprende una sua canzone di successo come La notte (scritta per Arisa) e ce la canta lui alla chitarra; che Paola Turci confessa il suo ultraventennale sogno di cantare accompagnata da Mesolella e lo corona offrendoci in dono un 'O surdato 'nnammurato che nessuno dimenticherà; che Fausta Vetere e Brunella Selo cantano insieme Canzone appassiunata; che Mesolella si siede al pianoforte per accompagnare Rosa Chiodo - bravissima - alla sua È colpa mia; che cantano assieme Elena Ledda e Kaballà, accompagnati da Massimo Germini e il buon Fausto a far da spalla. Mariella Nava, ex madrina e ora fedelissima del Premio, sempre prodiga di emozioni forti per tutti, quando si siede al piano; Tony Bungaro, avvolgente con la sua musica; il fascino della voce di Raiz che si cimenta con la canzone napoletana classica; Paola Turci e una Dio come ti amo di Modugno da brividi. E Gennaro Vitrone, Sabba & Gli Incensurabili, Tommaso Di Giulio... Vorremmo concludere con Bianca, “sul palco” quest'anno con due canzoni: la prima, dalla voce di Paola Turci, è Cose lontane; l'altra, cantata da Brunella Selo, è Il cantico dei matti.

Le partecipanti

Federica Abbate (vincitrice del premio e miglior composizione)

Rebi Rivale (nome d’arte di Roberta Bosa, premio della critica)

Lea (nome d’arte di Lea Anna Esposito, miglior interpretazione)

Carolina Da Siena (miglior testo)

Ghita Casadei, Marialuisa De Prisco, Emily Guerra, Chiara Iovine, , Adele Pardi, Margherita Pirri, e Irene Scarpato.

 


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