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Dicono di noi

“Un DemoSpecial davvero speciale: non una puntata dedicata a uno dei nostri artisti di maggior talento ma una delle due puntate che abbiamo voluto dedicare ad una delle manifestazioni più emozionanti a cui abbiamo avuto la fortuna di partecipare in questi sei anni di onorato talent-scouting. Si tratta della 3^edizione del Premio Bianca d’Aponte, un premio di cantautorato tutto al femminile che ci ha sinceramente impressionato prima di tutto per la qualità della musica espressa, ma poi anche per l’atmosfera fantastica vissuta dietro il palco, per l’organizzazione efficiente ma familiare in mano a Gaetano d’Aponte, per la qualità senza precedenti della giuria messa in campo (Giorgio Calabrese, Gianfranco Reverberi, Enrico de Angelis del Tenco, Sandro Petrone del TG2, Roberta Balzotti del TG3, Anna Bischi Graziani del Premio Pigro, Francesco Paracchini dell’Isola che non c’era…e tanti altri). Ma poi le finaliste, tutte bravissime, tutte con una marcia in più, tutte con una loro bellezza che veniva da dentro. Ed è proprio per non farvele perdere neanche una che abbiamo deciso di fare 2 puntate composte da 5 artiste a puntata.
Michael Pergolani e Renato Marengo (RadioDemo Rai) 
“il Premio nasce per ricordare Bianca d’Aponte, scomparsa a soli 23 anni, alla vigila dell’incisione del suo prima singolo. Sono molto contento perché questo è il terzo anno del premio e c’è un interesse in ascesa: questo mi dà grande soddisfazione. C’era bisogno di un premio tutto al femminile perché secondo me viene poco valorizzato, tra chi scrive canzoni, il pianeta femminile…”
Fausto Mesolella 
 “questa rassegna non è una bandiera al femminismo. Oggi è difficile per tutti i giovani farsi ascoltare, per le donne lo è ancora di più. Gli esempi che ci arrivano dall’America sono chiari: devi essere una bellissima ragazza e devi avere avuto una vita maledetta alla Janis Joplin. Sai perché c’è bisogno di questo Premio? Oggi in Italia le donne credono nelle donne: Caterina Caselli ha creduto in Elisa e l’ha fatta esplodere. Gli uomini fanno ancora fatica a dare credibilità alle donne cantanti.”
 Rossana Casale 
“raramente si ha la fortuna di poter contare su una giuria così prestigiosa: la fortuna è per la manifestazione, ma anche per i concorrenti in gara! Per questo dico che la nostra gioia come U.d.U. Records è doppia se non tripla: assieme agli acchiappatalenti Renato Marengo e Michael Pergolani da anni facciamo scouting e promuoviamo le cose più interessanti in campo musicale.
Giancarlo Passarella
“..rendersi conto della serietà del Concorso era semplice: le caratteristiche c´erano tutte fin dall´inizio. Difficile era invece immaginare la ricchezza umana e artistica delle persone che avrei incontrato e che questo concorso l´hanno voluto, creato, fatto crescere. E´ per me naturale ormai personificare il Premio, dargli la figura dei musicisti, del pubblico, degli esperti e degli organizzatori che hanno permesso a giovani artiste di sentirsi tali, di mettersi in gioco in un´arena franca, di comunicare il proprio messaggio, il proprio talento. Il Premio Bianca d´Aponte ha costruito un luogo comune di incontro per artisti, musiche, persone.. ha regalato esperienze e ricordi preziosi, e continuerà a farlo di edizione in edizione..” 
Chiara Morucci (Premio Bianca d’Aponte 2^edizione) 
“...come parlare di una cosa che in realtà non si può spiegare?! potrei risvegliare le mie parole più belle che conservo in un angolo nascosto della mente per le grandi occasioni...ma suonerebbe costruito e banale, caratteristiche che non si sposerebbero affatto con i principi fondamentali di questo concorso, quali l’estrema correttezza, la serietà ed il vero senso di ospitalità! Grazie a suo padre Bianca ha fatto, fa e continuerà a fare d’ a - ponte tra coloro che hanno lo sfrenato bisogno di comunicare e coloro che, senza forse neanche rendersene conto, fanno in modo che questo accada... grazie Bianca e Gaetano con affetto e riconoscenza Marilena Catapano” 
Marilena Catapano (Miglior interpretazione della 2^edizione nella foto) 
...credo che il Premio Bianca d’Aponte, giunto alla sua seconda edizione, rappresenti, nel panorama nazionale delle manifestazioni del settore, una piacevole novità che potrà consolidarsi nel tempo e diventare un serio e concreto punto di riferimento per la canzone d’autore, o per essere precisi : d’autrice...sconsigliato ad aspiranti veline, il Premio, si propone come palcoscenico ideale per cantautrici che abbiano qualcosa da dire e sensazioni da esprimere, e la capacità, il talento e la poetica necessari, per riuscire a renderne partecipi anche gli “altri”. 
Oscar Avogadro 
Ero ad Aversa sabato sera. Arrivata col treno, un pò all’ultimo momento, debuttante in un’importante giuria composta da grandi nomi dell’informazione e della musica. Tra quelli, insomma, che dovevano decidere a fine serata chi, tra le 11 finaliste, avrebbe vinto e chi invece, magari per pochi punti, sarebbe  andata a casa a mani vuote. Mi avevano parlato  dell’atmosfera particolare che si respirava durante le fasi conclusive di questo Premio, del clima goliardico e coinvolgente, dell’amalgama perfetto tra organizzatori, partecipanti, ospiti e giurati. E appena sono arrivata mi sono resa conto che era vero. Ma forse non poteva che essere così, in un concorso nato dall’amore che vince sulla disperazione di perdere una figlia giovane e di grandi speranze alla vigilia del volo verso la vita vera. Gaetano d’Aponte non si è lasciato piegare dal dolore, quando quel 15 agosto del 2003, perse improvvisamente sua figlia Bianca, 23 anni, musicista di rara sensibilità, alla quale fino ad un istante prima vita e futuro sembravano aprirsi senza opporre resistenza. Cercò tra le macerie  del cuore   e lì trovò la forza disumana di costruire un sogno dedicato a Bianca.
Quel sogno è il Premio Bianca d’Aponte. Vi partecipano solo giovani cantautrici, ad immagine esatta di quello che era e sarà per sempre  Bianca. Vengono da tutta Italia ed hanno gioia, energia e anche loro, grandi speranze che niente sembra poter fermare..
Ad Aversa trovano un piccolo mondo a parte, un’isola popolata dall’affetto di Gaetano e dei suoi molti preziosi collaboratori, percepiscono  la ricchezza umana artistica dei tanti amici che il Premio ha trovato pian piano lungo la strada in questi sei anni e non ha più lasciato, personaggi che sono prima di tutto persone animate dal desiderio di vivere tutti insieme il sogno di Gaetano. In pochi anni questo concorso è diventato una prestigiosa realtà, un’opportunità concreta in un’Italia che è strapiena di concorsi, meglio o peggio organizzati, più o meno inutili per chi vi partecipa.
Quello ideato da Gaetano  è anche il Premio del mago Fausto (Mesolella), degli instancabili amici dell’associazione,  degli artisti affezionati, dei discografici umanizzati, dei giornalisti un po’ meno critici e un po’ più sorridenti e delle carismatiche madrine,  quella di ruolo, ma anche quelle non più in carica , perchè qui quando ci sei stato una volta, fai di tutto per tornarci.
Siccome poi  la vita non lo perde questo vizio di toglierti  le persone care senza porsi il problema di quanto ti mancherà chi non c’è più, accade che qualcuno non torni. Ma solo fisicamente come è successo quest’anno  ad Oscar Avogadro, un grande autore, una gran persona, un grande amico del Premio Bianca d’Aponte. E  come fu per Bianca sette anni fa, l’assenza e la malinconia e il dolore si trasformano per l’occasione nel  calore sincero e nell’ energia viva dei forti ricordi e dei commossi omaggi degli amici artisti.
Alessandra Carnevali
 


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